Il Gatto Siberiano e Neva Masquerade - Storia e Standard

La storia e l'evoluzione dello standard del gatto siberiano e del neva masquerade dalle origini ai giorni nostri.Standard gatto siberiano

gatto siberiano gatto siberiano

Storia e Standard del gatto siberiano - Parte B.4 - Conclusioni

Liberamente tradotto da un articolo di Alex Kolesnikov
PhD in genetica molecolare
allevamento del gatto siberiano Sibaris

Conclusioni

Visto quanto detto, si possono trarre le seguenti conclusioni sull’origine e sulla diffusione dei Neva Masquerade:

Ci sono state diverse ondate di neva entrate negli accoppiamenti di siberiani, ognuna originata da circostanze particolari e quindi con un particolare background genetico. La prima ondata è arrivata alla fine degli anni 80 quando un certo numero di gatti fantasiosamente colorati di Mosca e San Pietroburgo sono stati riconosciuti come siberiani perché “erano un prodotto di Madre Natura derivato dagli accoppiamenti tra i gatti originali russi e i gatti Thai”. Solo recentemente l’analisi genetica ha gettato un po’ di luce sulla differenza tra il background genetico di “Madre Natura” ed il risultato di genotipi mischiati.

La seconda ondata emerse con la crescita e la caduta dei gatti balinesi russi, quando la comunità felinologica russa uscì dalla propria infanzia e si rese conto che i loro gatti Balinezski, Norwezhski e Siamski non sarebbero mai stati accettati dal resto del mondo.

La terza ondata fu più che altro un fremito causato da tentativi occasionali di incrementare il numero e variare il pool genetico dei siberiani accoppiandoli con i persiani.

Fino ad anni recenti c’è stata una accettazione totale dei fatti pubblicati sui libri e sui periodici riguardo ai neva masquerade come varietà emersa dalle grandi città russe come incrocio tra i Thai ed i gatti locali a pelo semilungo durante la seconda metà del XX secolo. Questa accettazione comunque ha cominciato a vacillare quando una certa parte della comunità felinologica russa ha cominciato a contestare l’identità tra i neva ed i siberiani tradizionali.

L’argomentazione di un esistenza di lungo periodo del colorpoint russo non può essere accettata perché questi gatti non hanno lasciato alcuna traccia nella storia o nel folklore eccetto che per il disegno di Pallas del gatto con le sembianze Thai. Al contrario i gatti Bukhara che sono stati parenti stretti o persino antenati del siberiano moderno, sono stati descritti come gatti dalla colorazione selvatica (tipico brown tabby). Tuttora i grossi gattoni tigrati della regione meridionale degli Urali e del centro Asia sono chiamati Bukhara e non gatti siberiani. Questo è importante perché la popolazione di gatti bukhara ha avuto molte più chance di incontrare gatti dal sudest asiatico portati attraverso prolifiche rotte commerciali, piuttosto dei gatti siberiani che vivevano nel territorio russo. Garteveld riferiva che il prezzo di un paio di gatti bukhara era “75-100 rubli qui in Asia e non molto più economici che in Russia”. La somma di 100 rubli all’inizio del XX secolo in Russia era approssimativamente dalla metà ad un terzo del salario annuo di un lavoratore. E’ improbabile che la presenza di altri gatti rimarchevoli come i colorpoint russi passassero senza lasciare traccia.

Come detto prima, la base principale per legittimare i Neva Masquerade come gatti siberiani è la seguente:

  1. gli incroci tra i gatti russi a pelo semilungo ed i gatti Thai avvenne prima del riconoscimento della razza;
  2. i gatti Thai erano già presenti nel pool dei gatti indigeni russi.

Entrambe le affermazioni, comunque, si sono dimostrate sbagliate. Vi furono un gran numero di incroci con gatti colorpoint non correlati ai siberiani ben dopo il riconoscimento della razza e, inizialmente, non con lo scopo di generare neva masquerade bensì per generare “Balinesi”. Solo con il crescente riconoscimento di quanto fosse sbagliato questo approccio, molti gatti furono “trasferiti” ai neva masquerade tra il 1992 ed il 1995.

Ci sono comunque delle indicazioni non pubblicate che mostrano come il genoma dei gatti siberiani contenga sequenze del DNA non comuni in altre razze. Per esempio i siberiani causano meno reazioni allergiche rispetto ad altre razze. Il problema è che la contaminazione con geni di altre razze, come i Thai ed altri gatti portatori del gene colorpoint, nella popolazione siberiana rischia di eliminare rapidamente l’opportunità di scoprire se c’è un meccanismo genetico molecolare dietro la loro ipoallergenicità.

Sono sicuramente necessari ulteriori studi su questo, ma se consentiamo ai siberiani di accoppiarsi liberamente con i Neva Masquerade che contengono già una significativa proporzione di geni non nativi, l’unicità del genoma siberiano è estremamente a rischio.

Le conseguenze dell’introduzione dei neva masquerade nei siberiani sono ovvie. In Russia, nonostante tutti i dibattiti sull’allevare separatamente i neva dai siberiani, solo una piccolissima frazione di allevamenti segue questa strada.

Con la speranza che questo articolo sia utile
agli allevatori presenti e futuri di gatti siberiani sparsi per il mondo.

Ritorna alla parte 1: le difficili origini dello Standard
Ritorna alla parte 2: Neva Masquerade: nessun Ace Ventura dietro la maschera
Ritorna alla parte 3: Il colorpoint russo
Last modified on Giovedì, 09 Luglio 2015 15:15

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