Il Gatto Siberiano e Neva Masquerade - Storia e Standard

La storia e l'evoluzione dello standard del gatto siberiano e del neva masquerade dalle origini ai giorni nostri.Standard gatto siberiano

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Storia e Standard del gatto siberiano - Parte B.3 - Il colorpoint russo

Liberamente tradotto da un articolo di Alex Kolesnikov
PhD in genetica molecolare
allevamento del gatto siberiano Sibaris

Il colorpoint russo

L'idea di base dietro al Neva Masquerade era che i gatti colorpoint a pelo semilungo furono presenti in Russia da molti secoli insieme ad altri gatti. Come prova viene spesso citato il "Pallas Cat". pallas catInfatti, Pallas osservò un gatto colorpoint vicino la città di Mokshan sul Volga nel 1793.

Sulla base di questo avvistamento, si è giunti alla conclusione che i gatti colorpoint hanno abbondato per secoli in Russia. Ma, un attento esame di questo pregevole disegno, ci mostra con la massima ovvietà, la classica testa a forma di mela del gatto Thai a pelo corto, la cui origine nel sudest asiatico è ben conosciuta e ormai fuori di discussione. Così, provando ad inferire l'origine dei Neva da gatti tipo Pallas, il Neva Masquerade non perderà le sue origini, essendo incrocio tra i gatti indigeni russi ed i gatti Thai.

 Riferiamoci a delle fonti d'informazione di prima mano aprendo il libro di Olga Mironova "Aboriginal cats of Russia", pubblicato nel 2003, alle pagine 29-31. Questa parte del libro è dedicata ai Neva Masquerade. All'inizio del capitolo la Mironova ammette apertamente che "Così è successo che i gatti siberiani si sono imparentati alla prolifica discendenza di gatti siamesi (Thai) importati in Russia dal distinto direttore del Puppet Theatre, Sergey Obraztsov". Le marionette ed i teatri di marionette sono sempre stati molto importanti nella vita delle campagne e delle città russe, come di altri paesi, ma non possono essere considerati una ragione per accettare questo incrocio "Neva Masquerade" come siberiani.

Il caso di Obraztsov, di importazione di gatti colorpoint a Mosca, è stato unico? Naturalmente no. Forse, anche l'importazione dell'ascendenza dei gatti di Pallas, da non confondere con il Felis Manul, da parte dei mercanti che commerciavano sul Volga non è stata unica. I gatti di colori inusuali hanno attratto da sempre l'attenzione della gente ricca, così non è sorprendente che alcuni gatti siamesi siano entrati in Russia secoli fa. Comunque questo, a quei tempi,  non ha causato alcuna influenza sulla stirpe siberiana, visto che le fonti che descrivono il notevole e molto costoso gatto Bukhara, parente stretto dei siberiani ma importato dall'Asia centrale per la stessa via del Volga e quindi con più possibilità di incrociarsi con i gatti Thai rispetto agli altri gatti dell'epoca, come gatto brown tabby, tenendo in assoluto silenzio l'esistenza di un eventuale Bukhara (o Zeravshan, visto che era il fiume vicino) Masquerade. 

I gatti Thai erano popolari in Unione Sovietica, specialmente dopo lo stabilirsi di strette relazioni con l'Indocina nei tardi anni 60. Mio zio che viveva nel Caucaso era fiero possessore di un gatto Thai dal 1972. Era il tipico gatto colorpoint a pelo corto, con la testa a forma di mela e la coda con un nodo, portato dai geologi petroliferi dal Vietnam. Naturalmente, i porti principali di San Pietroburgo e Vladivostok erano le porte d'ingresso primarie per l'ingresso dei gatti Thai in Russia a quei tempi. Questa è la spiegazione più naturale sul perché il gene cp è abbondante vicino a San Pietroburgo ma assente nel resto della Russia (eccetto Mosca che comunque era il centro di tutto).

La descrizione del Neva Masquerade come incrocio tra Thai e Siberiani è stata data da numerosi autori. Solo dopo la guerra combattuta sui Neva verso il 2004, è diventato politicamente incorretto menzionare l'origine dei Neva ed il libro della Mironova viene citato solo parzialmente: "Siamesi, Balinesi e gatti a gene himalayano sono entrati in Russia molto dopo il riconoscimento dei Neva e non sono mai stati usati per lo sviluppo del Neva Masquerade." In più alcune citazioni di allevatori ben noti, sono cadute nel dimenticatoio. T.E. Pavlova scrisse nel 2002 nella rivista di gatti "Tvoya Koshka" (il tuo gatto): " Emersi per la prima volta a San Pietroburgo, i Neva Masquerade hanno subito attirato l'attenzione del pubblico. Le caratteristiche prese dai Thai non inficiano il tipo siberiano, ma piuttosto introducono un raffinato charm esotico nella razza".

Seguendo il testo della Mironova, ho menzionato i gatti balinesi. Qui ci si avvicina al fulcro della storia, cioé come e perché un gran numero di gatti colorpoint sono diventati Neva Masquerade in un breve lasso di tempo. Guardando una videocassetta di una expo felina del club ora sciolto "Soyuz", risalente a circa il 1994, vedo molti famosi siberiani quali Svetik, Bukashka e Knyaz Vasiliy. Allo stesso momento, vedo un coppia orgogliosa tenere in braccio un enorme e muscoloso gatto colorpoint a pelo semilungo dicendo: "Questo è il nostro balinese". Oggi quel gatto sarebbe stato considerato Neva Masquerade con il 100% di confidenza. Torniamo al "Aboriginal cats of Russia": "Durante le prime expo feline, alcuni gatti colorpoint a pelo semilungo vennero iscritti per il riconoscimento di una nuova razza. Essi furono immediatamente ascritti come Neva Masquerade. Qualche volta, i proprietari di tali gatti li descrivevano essi stessi come balinesi". Comunque, le prime expo vennero tenute nei tardi anni 80, mentre la expo di cui si parla sopra non è stata tenuta prima del 1993, secondo le date conosciute di  registrazione dei gatti siberiani che partecipavano. Perciò il tempo in cui i proprietari potevano descrivere questi gatti per conto proprio, era già passato. E naturalmente questi "balinesi" furono registrati a causa dell'inesperienza di alcuni giudici. In effetti non c'è niente di inusuale nel caso del gatto "balinese". Il "trasferimento" di gatti "balinesi" a Neva alla fine degli anni 80, è stato descritto accuratamente nell'articolo online del giudice WCF Irina Sadovnikova ed è supportato citando le pagine appropriate del catalogo dell'expo. La felinologia russa è maturata solo recentemente, e, all'inizio, c'era la tendenza comune a creare repliche di razze estere famose perché queste erano fuori portata dell'Unione Sovietica, sia per motivi economici che di comunicazione. All'inizio, Norvegesi, Balinesi e Siamesi "fatti in casa" spopolavano alle expo feline. 

Quale era la ragione di ciò? Principalmente economica, perché i cuccioli di "razze rare" si potevano vendere con molto più successo rispetto al gatto di strada brown tabby. Inoltre c'era un gran desiderio da parte delal comunità felina di vedere il loro gatto di casa come gatto con pedigree. Alla situazione attuale, la frequenza di questi casi "balinesi" ha fatto sì che molti gatti colorpoint a pelo semilungo che divennero poi Neva Masquerade, hanno la loro origine negli occasionali incroci tra i gatti Thai ed i gatti di strada russi tra gli anni 60 e gli anni 80.

Nel suo libro, Mironova parla di una recente “esplosione” nel numero di siberiani colorpoint. Analizziamo se questa esplosione possa essere occorsa per cause naturali come un semplice incremento nel numero degli allevamenti o cause simili. Che la mutazione colorpoint sia presente in tutti i mammiferi è un segreto di Pulcinella. Tuttavia, nella maggior parte della popolazione, questa mutazione è molto rara. E a dispetto della potenza della moderna biologia molecolare, vi è un solo caso confermato inequivocabilmente della presenza del gene “siamese” nella specie umana. I gatti dal sudest asiatico rappresentano l’unica popolazione di mammiferi in cui la mutazione è abbondante. In altri gatti è rara come nel resto dei mammiferi.

E’ risaputo che la mutazione colorpoint era presente nelle ben conosciute linee Abakan, i cui antenati sono i gatti Amur, Aldan e Argo dell’allevamento Akaban, e in alcuni loro parenti. Il portatore conosciuto di questa mutazione fu Mura, la gatta fondatrice dell’allevamento De Glemur. Mura, nata a metà degli anni 80, non aveva alcun legame con gli Akaban, era una gatta originaria di Mosca, che acquisì il gene cs da gatti thai o loro discendenti. Nonostante la presenza abbondante di Mura, in molti pedigree di gatti di Mosca ed alcuni in Finlandia, Stati Uniti e Polonia, solo una manciata di questi erano colorpoint. A quanto pare, in quindici anni circa di allevamento di questa linea, nemmeno una decina di cucciolate sono nate con cuccioli colorpoint. Ovviamente, quando i cuccioli colorpoint furono accoppiati appositamente con altri colorpoint, il numero si incrementò. Ma se parliamo solo di emergenza spontanea del colorpoint (e l’allevamento della linea di Mura per molti anni ha rappresentato un esperimento unico, in quanto non vi era lo scopo di produrre gatti colorpoint), la percentuale appare molto bassa.

Quindi la ragione dell’esplosione nel numero di gatti colorpoint nei primi anni 90 non può essere che dovuta all’aumento di cuccioli con il gene cp tra le linee già esistenti di siberiano. Una delle ragioni principali è stata sicuramente la selezione russa di gatti “balinesi” e la loro successiva rideterminazione come Neva Masquerade. Non si sa quali gatti furono usati per generare questi “balinesi”, ma è ovvio che avevano sicuramente una scarsa attinenza con i siberiani semplicemente perché agli allevamenti di “balinesi” non importava. Altre fonti di gene colorpoint furono gli incroci, occasionali o voluti. Ci sono le prove dell’incrocio tra siberiani e persiani in alcuni pedigree sperimentali di certi club russi, ma manca la prova inequivocabile che questi incroci hanno portato a gatti colorpoint usati in successivi accoppiamenti. Anche se vi sono molte chiacchiere riguardo l’uso di gatti persiani e thai nei primi anni 90, per creare nuove linee di Neva, la prova diretta di questi incroci è assente, forse perché alcuni di questi pedigree sono stati “ripuliti” negli anni seguenti.

Ritorna alla parte 1: le difficili origini dello Standard
Ritorna alla parte 2: Neva Masquerade: nessun Ace Ventura dietro la maschera
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Last modified on Giovedì, 09 Luglio 2015 15:15

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